Una tradizione secolare della città di Viterbo richiama ogni anno una folla appassionata di decine di migliaia di persone. La notte del 3 settembre, la Macchina di Santa Rosa, una “torre” alta 30 m, del peso di 5 tonnellate, viene portata a spalla da 100 Facchini, attraverso le strette vie della città medioevale, al buio. La Macchina viene realizzata da un costruttore, scelto dalla città di Viterbo con pubblico appalto generalmente ogni cinque anni. Nel passato, la macchina ebbe prevalentemente l'aspetto di un campanile gotico, illuminato con torce e candele, da cui la tradizionale definizione di "campanile che cammina". Nella seconda metà del Novecento, a partire dallo straordinario "Volo D'Angeli" costruito da Giuseppe Zucchi, sono subentrate forme più moderne o avveniristiche.

La nuova Macchina
“Fiore del Cielo” è il nome della Macchina vincitrice dell’ultimo concorso 2009: un progetto dove tradizione ed innovazione si fondono. Il basamento richiama gli elementi architettonici dei quartieri medioevali di Viterbo, come le scalinate e le fontane, e quelli iconografici tipici della città, come i leoni e le palme. Al di sopra, tre grandi eliche si avvolgono verso il cielo accompagnate da nove angeli trionfanti. “Fiore del Cielo” è illuminata da centinaia di candele e impreziosita da migliaia di rose rosse. All’interno tre globi di diversi colori rappresentano le fasi della vita di Santa Rosa: l’ultimo la sostiene in una nuvola di luce.

Il trasporto
L'avvenimento principale dell'anno cittadino, capace di catalizzare e monopolizzare l'attenzione dell'intera città. Fin dal pomeriggio le vie del centro storico vanno riempiendosi di cittadini e visitatori, in attesa di essere immersi nel buio della sera (tutte le luci pubbliche e private sono rigorosamente spente), con l'improvviso sfolgorare del gigantesco campanile che squarcia le tenebre. Il trasporto inizia nella piazza di San Sisto, a ridosso di Porta Romana, dove la Macchina è stata assemblata, celata fino all'ultimo momento da un'imponente impalcatura coperta con dei teli. Le ore che precedono il trasporto prevedono una serie di verifiche e infine l'accensione delle luci che fanno parte della costruzione, alcune elettriche, moltissime a fiamma viva. Il percorso, lungo circa 1.200 m, si svolge nelle vie abbuiate e giunge fino al Santuario di Santa Rosa. Durante il trasporto in Via Garibaldi, Via Cavour, Via Roma, Corso Italia e la salita di Via di Santa Rosa si effettuano cinque fermate


• Piazza Fontana Grande
• Piazza del Plebiscito (di fronte al Comune)
• Piazza delle Erbe
• Corso Italia (davanti alla Chiesa del Suffragio)
• Piazza Verdi o del Teatro.

La "Macchina" viene fermata infine davanti al Santuario, dove rimane per alcuni giorni successivi al trasporto.
Conclusione del trasporto
Al termine, sulla Valle del FAVL viene offerto uno spettacolo con fuochi d'artificio ai numerosi presenti, che occupano il Piazzale del Sacrario.

Per ulteriori approfondimenti visitate il sito www.facchinidisantarosa.it