Minimacchina del Centro Storico

 

La minimacchina del Centro Storico è organizzata dal Comitato omonimo, il cui trasporto avviene il 1° Settembre di ogni anno. Nel 2009 si avrà la 43° edizione. Essa rappresenta il tradizionale omaggio dei bambini e ragazzi, i Mini Facchini, alla loro giovane Santa concittadina. La manifestazione, dedicata ai bambini, è diventata ormai l'appuntamento tradizionale che apre le festività del settembre viterbese in onore della Santa Patrona.

Fino ad oggi oltre 3300 piccoli viterbesi hanno avuto l'onore di poter dire “c'ero anch'io tra i mini facchini”.
Alcuni di essi, sicuramente più di alcune decine, possono dire: “La sera del 3 settembre ci sono anch'io”, partecipando attivamente, in questo modo, al Trasporto della Macchina di S. Rosa.

Ci sono molti mini facchini dei primi anni, ormai padri, fieri della loro esperienza, che hanno trasmesso geneticamente ai loro figli, oggi Mini Facchini, il loro amore e il loro attaccamento alla nostra più antica tradizione di omaggio alla nostra piccola grande Santa Rosa.Oggi si crede che la minimacchina sia una manifestazione di questi ultimi anni. In realtà, cercando negli archivi storici e nel ricordo delle persone più grandi, è facile trovare la prova che sempre è esistita una attività del genere. Tutti ricordano che nella loro infanzia hanno voluto emulare per gioco o per ambizione quella manifestazione che attira ammirazione e orgoglio per chi ne è o è stato protagonista. Attraverso il gioco si è sempre cercato di imitare i grandi; poter essere i protagonisti dei trasporto anche attraverso una semplice ma allo stesso tempo laboriosa costruzione di scatole.Nel passato le vie del centro storico, che in particolare sono sempre state identificate con quelle attorno il Corso Italia (o Corso Umberto I come era detto prima degli eventi bellici), erano piene di bambini e ragazzi. Le loro grida risuonavano nelle diverse ore del giorno. Già da agosto fino a tutto settembre c’era chi si divertiva con scatoloni e candeline...la minimacchina!

 

La Storia della Minimacchina è la storia di un passato.... sempre presente! . Forse non è giusto poter datare quando sia avvenuto il primo trasporto. Infatti la minimacchina ha una tradizione ormai consolidata che affonda le sue radici fin dal XIX secolo. Da allora, dalla prima decina di minifacchini , si è passati agli attuali 250 bambini e ragazzi che ogni anno partecipano alla manifestazione, oltre la quale il Comitato Centro Storico organizza una serie di eventi che hanno come scopo la riscoperta della cultura e della tradizione medioevale viterbese. I bambini hanno un'età rigorosamente compresa tra i 6 ed i 14 anni, dal 1° agosto si incontrano tutte le sere per conoscersi e socializzare, provano a marciare tutti insieme e a portare sulle loro spalle un peso equivalente a quello del trasporto. Ognuno può dare il meglio di se stesso: l'impegno e lo sforzo di uno solo rimarrebbero una piccola cosa, mentre invece diventano grandi quando si è uniti per lo stesso scopo, come una corda costituita da tanti esili fili.Quando sfilano, nella loro divisa, si sente dire che sono tutti uguali, nemmeno i loro cari riescono a riconoscerli. E' il segno che il mini facchino diventa grande solo insieme a tutti gli altri, significando che l'unità permette la realizzazione di un grande sogno.

Piccoli bambini, ma grandi viterbesi che in questo modo rendono vivo nel loro cuore e custodiscono l'amore per la loro santa cittadina. La Mini Macchina del Centro Storico, nasce sempre da idee nuove ed originali, viene interamente progettata e realizzata dai componenti del Comitato, ognuno dei quali è esperto in un determinato settore; a volte vicino a questi “maestri” troviamo ex minifacchini che aiutano i grandi nella costruzione.

La Mini Macchina di S. Rosa ha un'altezza massima di 5 metri, è costruita in legno, polistirolo e vetroresina per le decorazioni e con ferro per le strutture portanti; l'illuminazione elettrica è a lampade tradizionali e a fibre ottiche, inoltre è illuminata a fiamma viva. Alla Manifestazione partecipa un grande quantità di persone che si assiepano lungo tutto il percorso.

Minimacchina del Pilastro

 

Sono ormai 39 anni che al quartiere Pilastro, ogni ultimo sabato di Agosto prende vita il tradizionale trasporto della Mini Macchina di Santa Rosa. All’inizio la manifestazione nasceva per impegnare i ragazzi del quartiere giocando un po’ a imitare i facchini grandi, ma nel corso degli anni è diventata un vera e propria scuola che ha forgiato circa 20 mini facchini che oggi indossano la divisa il più famoso 3 Settembre.La particolarità che distingue la mini macchina del Pilastro è quella di riprodurre in scala Macchine di Santa ROSA che negli anni, che vanno dalla fine dell’800 ai primi del 900, hanno illuminato le vie della città dei papi.

Le opere che si sono alternate nel corso degli anni sono tutte nate dalle mani dell’artigiano viterbese GIOVANNI SAVERI che abbinando con arte legno e materiali compositi anche moderni ogni anno regala un ‘emozione unica al pubblico accorso.I piccoli facchini hanno una età compresa tra i 6 e i 14 anni e dopo un lungo periodo di prove addestrative , ad ognuno di loro viene affidato un compito che svolgeranno durante il trasporto. Al di sotto della struttura saranno 42 i ragazzi che porteranno in trionfo sopra le proprie spalle l’immagine della piccola santa, divisi da ciuffi e spallette. I ragazzi prima del trasporto che avviene alle ore 21:00 durante il pomeriggio si recano in sfilata a rendere omaggio all’urna di Santa Rosa e al sacrario dei caduti.

Il capo facchino PINO LODDO coordina tutte le fasi con precisione estrema essendo giunto al suo 32 ° Trasporto.In quei giorni tutto il quartiere è in festa infatti il COMITATO FESTEGGIAMENTI PILASTRO organizza tre lunghi giorni di festa , all’interno dei quali si possono vivere vari aspetti , da quello musicale, alla solidarietà (IL GRUPPO MINI FACCHINI E’ LEGATO IN MANIERA FORTE ALL ‘ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIOVANI DIABETICI), a quello religioso dove insieme al parroco Don Flavio Valeri i mini facchini si preparano spiritualmente all’evento del trasporto. Le finalità del Comitato Pilastro sono quelle di tener vive le tradizioni della nostra città dando vita ad eventi che portino gli abitanti del quartiere a sentirsi una sola grande famiglia. 

Angelo Loddo