Il Complesso Monastico di Santa Rosa

Il Santuario fu edificato probabilmente sulle fondamenta della Chiesetta dei 1200 (dedicata a S. Maria delle Rose) che era annessa al Convento di San Damiano. La chiesa venne intitolata a Santa Rosa da Viterbo nel 1258, dopo che Papa Alessandro IV vi fece trasferire il corpo della piccola Santa viterbese. Nei secoli, anche a seguito del crescente culto verso la Patrona, sono stati effettuati numerosi interventi di ampliamento e rifacimento. L'ultimo, risalente al 1849, come si legge sulla facciata della Chiesa, fu voluto dal Cardinal Pianetti che ne affidò il progetto a Vincenzo Federici.
La cupola, invece, fu realizzata nel 1913. All'interno l'opera di maggior pregio, dopo la perdita degli affreschi quattrocenteschi di Benozzo Bozzoli, è senza dubbio la "Madonna in trono con Bambino tra S. Rosa e S. Caterina d'Alessandria" dipinta da Francesco di Antonio, detto il Balletta. Il corpo incorrotto di Santa Rosa si trova dietro una grande cancellata in ferro ed è racchiuso in un'Urna fatta costruire dal Cardinal Urbano Sacchetti nel 1683, dopo la sua elezione a Vescovo di Viterbo. L'attiguo Monastero, splendente della sua umile bellezza, si formò anch'esso nella prima metà del secolo XIII quando alcune nobildonne viterbesi, sulla spinta emotiva del culto per Chiara e Francesco, acquistarono, a ridosso della cinta muraria, il terreno dotato di alcuni casalini. Da questi e probabilmente anche da una parte del castello di Federico II, distrutto dal Cardinal-soldato Raniero Capocci, si consolidò e si ampliò l'attuale edificio.
Le Monache, custodi del Sacro Corpo, vi vivono in clausura fin dai primi tempi adottando, come forma di vita, la regola dì Chiara d'Assisi. La Casa di Santa Rosa, adiacente al monastero, ci è stata tramandata inalterata con le fattezze del XIII secolo: un orto-giardino, una stanza con un grande camino, massicce travi di sostegno al soffitto, pavimento in cotto e pietra viva alle pareti. Al suo interno, oltre ad una statua in legno policromo del XVII secolo raffigurante il miracolo delle rose ed a numerosi ex voto, è esposta anche l'urna in legno che contenne il Corpo della Santa dal XV al XVII secolo.